L'acqua è il nostro "Oro Blu", nell'etichetta dei prodotti è necessario un "water footprint"
Non solo il 'carbon footprint', (la quantità di CO2 prodotta), nell'etichetta degli alimenti dovrebbe comparire il 'water footprint', cioè la quantità di acqua necessaria per la loro preparazione. Lo afferma Brad Ridoutt, dell'Australiàs Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization, che in uno studio sulla rivista Global Environmental Change ha calcolato che ad esempio per produrre un sacchetto di M&M's servono più di mille litri di 'oro blu'.
"La maggior parte delle persone non ha idea di quanta acqua sia necessaria a produrre le cose che consuma - spiega l'autore dello studio, al sito di Scientific American - la produzione di cibo ed energia ad esempio sono responsabili di quasi il 90% del consumo d'acqua nel mondo". Secondo Ridoutt, è importante anche il modo con cui si calcola il consumo di acqua: nel suo studio il ricercatore ha preso in esame una confezione di un sugo pronto popolare in Usa e un sacchetto piccolo di M&M's, calcolando per ogni ingrediente il 'water footprint'. Il risultato è stato che per coltivare pomodoro, aglio, cipolla e zucchero contenuti in 50 centilitri di sugo servono 200 litri d'acqua, mentre per il popolare snack ne occorrono ben 1135. "I pomodori però sono coltivati in climi caldi e secchi, e l'acqua impiegata per annaffiarli è la stessa che si usa per bere - precisa l'esperto - d'altra parte invece cacao e noccioline crescono in climi temperati dove le piante assorbono l'acqua direttamente dal terreno. Con queste considerazioni, il sugo pronto in realtà consuma 10 volte l'acqua degli M&M's". Il metodo studiato da Ridoutt sta destando interesse, tanto che anche l'Iso, l'organizzazione che prepara gli standard di misura mondiali, ha avviato un progetto per calcolare il fabbisogno d'acqua proprio in questo modo.
La schiuma d’uovo può migliorare la qualità delle paste acide senza glutine
La ricerca nasce da una nuova congiunzione tra le Università di Turchia e Finlandia.Gli studi hanno dimostrato che la schiuma di albume può migliorare la qualità dei prodotti da forno senza glutine che risulteranno meglio cotti; di conseguenza sarà possibile ampliare la gamma dei prodotti gluten-free.Ciò avviene perché le proteine del bianco d’uovo sono in grado di formare una struttura reticolare capace di trattenere i gas ed i lieviti coinvolti nel processo di lievitazione.Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Helsinki, su campioni di impasto preparati con madre acida ed amido di patate.È stato inoltre dimostrato che le proteine del bianco d’uovo non influenzano negativamente i parametri della fermentazione come l’idrolisi della prolamina o la crescita delle colture starters, ciò a dimostrazione del fatto che l’inibitore della peptidasi e le proprietà antimicrobiche del bianco d’uovo non hanno un ruolo importante sugli impasti acidi.
|
IL PSILLIO, UNA FIBRA SOLUBILE PER CURARE IL COLON IRRETIBILEAggiungerlo alla dieta allevia i sintomi e consente di ritardare l'uso di farmaci. La sindrome dell'intestino irritabile, colpisce una persona su 10: tale malattia, particolarmente fastidiosa, provoca da dolori addominali e stitichezza alternata a colite. Ora, una soluzione efficace sembra essere rappresentata dai prodotti basati su una fibra vegetale, lo psillio. Questo il messaggio di uno studio della Utrecht University descritto dal "British Medical Journal". I ricercatori hanno lavorato con 275 volontari, tutti affetti da sindrome dell'intestino irritabile. Ad essi, i medici hanno assegnato diete differenti: metà e' stata trattata con 10 grammi di psillio, l'altra meta' con crusca o farina di riso da assumere due volte al giorno per 12 settimane. Alla fine del periodo d'osservazione, i pazienti curati con lo psillio hanno riferito un netto miglioramento dei sintomi. Metà del gruppo curato con la crusca, invece, ha addirittura smesso di usarla nel corso dello studio perché i sintomi erano peggiorati. Il dottor Niek de Wit, uno degli studiosi coinvolti, commenta così i risultati raggiunti: "E' difficile che le persone affette da sindrome dell'intestino irritabile assumano con l'alimentazione tutta la fibra necessaria ad alleviare i loro sintomi. Aggiungere lo psillio alla dieta potrebbe invece essere un'ottima opzione di cura, almeno come primo approccio, per evitare di ricorrere subito ai farmaci". |