Piramide Alimentare sostituita da nuovo piatto USA
La dieta mediterranea è diventata lo scorso novembre patrimonio dell’Unesco. Una vittoria per le nostre abitudini alimentari che sono sempre state da esempio soprattutto in un momento in cui è altissima la percentuale di obesi tra i bambini. Fondamento di tale modello è la piramide alimentare presentata negli anni Novanta e che ha subìto diversi adattamenti nel corso degli anni. In uso fino a poco tempo fa è stata sostituita proprio di recente con un’alternativa che nasce per contrastare la sempre più crescente piaga dell’obesità tra i bambini e gli adolescenti. Il piatto circolare è progettato per fornire ai consumatori un veloce e comprensibile promemoria delle basi di una dieta salutare. E’ composto da quattro sezioni colorate, per la frutta, le verdure, i cereali e le proteine. Accanto al piatto c’è un piccolo cerchio per i prodotti caseari, che suggerisce una tazza di latte magro o un vasetto di yogurt. Quali sono le principali differenze tra il piatto e la piramide alimentare? L'originalità sta nel fatto che i suggerimenti vengono dati non su base giornaliera, ma per ogni pasto; per il resto non vi sono grosse novità se non la semplificazione del messaggio. Dal piatto circolare si evince, oltretutto, che la frutta può essere mangiata anche come spuntino e non solo a pasto. Il piatto circolare non da una valutazione sui condimenti, invece l’olio d’oliva extravergine in dosi ragionevoli è un condimento validissimo. Infine, dal piatto non si evince che nella scelta degli alimenti per eccellenza proteici, bisogna privilegiare il pesce e le carni magre, rispetto a quelle grasse, oltre, naturalmente, ai legumi. Inoltre, potrebbe essere fuorviante la parola 'proteine' scritta sul piatto: fa dimenticare che ne sono ottime fonti anche latte e derivati qui finiti fuori dall’immagine principale. Per altro anche i cereali contengono proteine, sia pure di qualità inferiore.
L. n. 77/2011 - Disposizioni concernenti la preparazione, il confezionamento e la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli di quarta gammaIl 16 giugno 2011 è entrata in vigore la Legge 77/2011 che regolamenta i prodotti di IV gamma. Nel testo sono definiti prodotti ortofrutticoli di IV gamma quei prodotti destinati all’alimentazione umana, raccolti freschi, confezionati e pronti per il consumo. Tali prodotti sono sottoposti (dopo la raccolta) a trattamenti di minima entità tra cui: selezione, cernita, taglio, lavaggio e confezionamento (eventualmente anche in atmosfera protettiva). Entro tre mesi dalla data di pubblicazione ed attuazione della presente legge, verranno emanati dal MIPAAF, di concerto con altre istituzioni pubbliche, tutte le indicazioni riferite ai parametri igienico-sanitari sia della produzione che della conservazione e distribuzione, nonchè quelli chimico-fisici. Inoltre fornirà indicazioni per avviare progressivamente all’utilizzo di materiali di imballaggio ecocompatibili così come indicato dalle norme comunitarie e da quelle tecniche di settore. Infine, il MIPAAF indicherà anche quali informazioni riportare in etichetta a tutela del consumatore |
I Prodotti alimentari DOP "Made in Italy" superano quelli francesiNegli ultimi dieci anni sono raddoppiati i prodotti a denominazione di origine (DOP/IGP) italiani riconosciuti in Europa dove il Made in Italy di qualità ha conquistato il primato superando la concorrenza francese. I riconoscimenti nazionali sono aumentati dai 101 del 2000 ai 201 attuali, di gran lunga superiori a quelli della Francia che guidava invece la classifica all'inizio del millennio. Il "tesoro" Made in Italy si fonda su 126 DOP e 75 IGP tra i quali 74 prodotti ortofrutticoli, 39 oli extravergini di oliva, 37 formaggi, 32 prodotti a base di carne, 6 prodotti da panetteria, 4 spezie o essenze, 3 aceti, 3 prodotti di carne e frattaglie fresche, 2 pesci, molluschi o crostacei freschi e prodotti derivati e 1 miele. Complessivamente il fatturato dei prodotti a denominazione di origine Made in Italy ha sfiorato nel 2009 i dieci miliardi di euro realizzati per quasi il 20 per cento sui mercati esteri dove crescono parallelamente anche le imitazioni ed i tarocchi. I prodotti maggiormente consumati sono i formaggi (con il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano in testa) ed i salumi (tra i quali guidano la classifica il Prosciutto di Parma e quello di San Daniele), ma sono cresciute anche le altre categorie di prodotto come gli ortofrutticoli (dalla Mela della Val di Non a quella dell'Alto Adige, dalle Arance Rossa di Sicilia alla Pesca e Nettarina della Romagna) e gli extravergini. A rallentare la diffusione del Made in Italy a denominazione è la moltiplicazione dei prodotti alimentari taroccati all'estero che sono causa di danni economici, ma anche di immagine. Il rischio reale è che si radichi nelle tavole internazionali un falso Made in Italy che toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le specialità nostrane frutto di tecniche, tradizioni e territori unici e inimitabili.
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